considerevolmente la qualità della vita. Su questo si basano molte terapie moderne: suscitare emozioni.
Le emozioni parlano un linguaggio universale, comprensibile a tutti e da tutti, ed esistono innumerevoli modi per suscitarle.
L’associazione Dolcevita Onlus ne ha proposto uno, con ottimi risultati direi.
Non ci sono risultati scientifici a riprova delle mie parole, non ancora almeno, solamente l’evidenza colta direttamente nelle espressioni e nei comportamenti dei partecipanti al termine della giornata e l’entusiasmo dimostrato per una possibile “prossima volta”.
Non per tutti la possibilità di provare qualcosa di nuovo, come una breve gita in barca in occasione di questo “Battesimo del mare”, è automaticamente piacevole come può esserlo per tanti. Per questo, tra gli scopi della giornata, tralasciando quello di passare piacevolmente qualche ora in maniera diversa dal solito, era accertarsi che l’esperienza di trovarsi in mare su una barca non fosse eccessivamente traumatica per ragazzi disagiati, alcuni dei quali sofferenti di disturbi mentali, anche in vista di future iniziative dell’associazione.
Una delle preoccupazioni principali era infatti rivolta ai ragazzi autistici, che non si sapeva come avrebbero potuto reagire in una situazione così fortemente differente dalle loro routines.
Staccarsi da terra, attraversare un molo e salire su un gommone può essere considerato alla stregua di gettarsi da un trampolino, bisogna abbandonare una situazione stabile e sicura per affrontarne una ignota, e questo può causare ansia e agitazione, che possono essere amplificate a livelli preoccupanti in chi mostra un disagio psichico.
Invece, tante preoccupazioni che ci sono frullate per la testa, si sono dimostrate infondate. Non c’è stato nessun problema a convincere i ragazzi a partecipare, magari solo qualche rassicurazione ed incoraggiamento al momento di “gettarsi dal trampolino”.
Ma poi, la presenza degli accompagnatori e la loro tranquillità hanno mostrato ai ragazzi che potevano rilassarsi e godersi la gita.
Sarebbe interessante lavorare sulle loro emozioni, comprenderle, toccarle, sapere cosa hanno provato e trovare la maniera per fargliele esprimere, ma non è necessario farlo ora, ci saranno altre occasioni, immagino, visto il successo di questa piccola iniziativa.
Cosa dire per concludere? La giornata è stata sicuramente positiva, i ragazzi sono andati via avendo vissuto una bellissima esperienza e portando con se molte emozioni positive, e non escludo che questo tipo di iniziativa possa, se strutturato in maniera corretta, diventare una vera e propria terapia (la Velaterapia, che utilizza barche a vela, è una realtà ormai da anni). E’ comunque innegabile il benessere che anche solo una giornata così ha potuto portare ai ragazzi e ai loro accompagnatori. Si, perché ci sarebbe anche da parlare degli effetti benefici sugli accompagnatori e sui loro livelli di stress, ma non vorrei dilungarmi troppo.
Sono contento di aver potuto partecipare a questa giornata e di aver potuto dare il mio piccolissimo contributo per la sua buona riuscita.
L’unica cosa che mi sento di dire ai membri della Dolcevita Onlus, che non gli ho ancora detto di persona, è “Continuate così, ragazzi! Siete forti!”
Dott. Claudio Verri |